Lunedi 19 alla Riottosa, tra u8n massaggio e l'altro cena vegan!!

 Lunedi 19 e martedi 20 novembre

due giorni massaggevoli: massaggi tecniche respiratorie cuscini incensi tisane musica a basso volume e relax per sgomberare stress e paranoie.

Tutto alla Riottosa, ponte del bayley al galluzzo 

 

  foto asilo

ASILO RESISTE!!!

E gli si va a di' ni muso!!

e' arrivato anche il nostro momento! Mentre si avvicinano i 2 anni di occupazione, arriva il puzzo di sgombero marcio. Con la delibera del 3 luglio 2007 infatti l'ex asilo di via bolognese 275 cambia destinazione d'uso e diventa abitativo (  cambio destinazione uso.pdf). Ma non vogliono che siamo noi a viverci! Si profila l'ennesima asta di vendita agli speculatori locali: svendita del patrimonio pubblico per profitto pubblico/privato e costruzione degli ennesimi appartamentini tuttoin50mquadratichesennovivitroppobene.

I tempi sembrano essere molto stretti, noi riteniamo politicamente responsabili di questo sgombero chi persegue politiche di svendita del patrimonio pubblico, di cementizzazione della citta', di penuria di luoghi di socialita', di soffocamento delle esperienze di autogestione: il comune, in primis gli assessori alla casa e al patrimonio comunale che stanno facendo i magheggi per questo prossimo inghippo! E che non ci vengano a dire, che non si parino il culo dipingendoci come un problema di ordine pubblico!!

Domenica 11 novembre ci troviamo all'asilo nel pomeriggio, tra un bicchier di vin brule' e le caldarroste si decide sul da fare!

 

  cambio destinazione uso.pdf

LA STORIA SIAMO NOI

Un appello alla mobilitazione di tutti per il 17 novembre

"La storia siamo noi" non è uno slogan. E' un approccio preciso: da un lato la storia sociale, dall'altro la storia del potere. Chi lo ha cantato in questi anni lo ha fatto con l'istinto di chi sa di aver vissuto un pezzo importante della storia, ufficiosa o ufficiale che sia. E lo ha fatto pensando a Genova 2001. Con ogni mezzo necessario. Dal 21 luglio 2001 in poi la giustizia e la politica hanno cominciato la revisione della storia che ognuno di noi ha vissuto sulla nostra pelle: coloro che si sono ribellati a una certa visione del mondo sono diventati terroristi; coloro che hanno seminato il panico nelle strade di Genova sono diventati i paladini dell'ordine e della giustizia. Per sei lunghi anni tutto questo è serpeggiato nelle aule di tribunale, mentre la nostra voce collettiva si affievoliva, con un processo di rimozione collettiva che ha fatto sì che in molti dimenticassero che Genova non è stata solo il terrore in divisa, ma anche e soprattutto la forza e l'energia di centinaia di migliaia di persone che almeno per pochi giorni hanno pensato che il mondo potesse essere diverso da come ce lo hanno sempre raccontato e rappresentato. Per sei lunghi anni il teatrino delle corti penali si è sostituito alla presa di parola delle persone vive, nella convinzione che verità giuridica e realtà storica in qualche modo convergessero, nella speranza che in qualche modo tutto si sistemasse e non fossero in pochi a pagare la stizzosa vendetta del potere. Le requisitorie dei pm Anna Canepa e Andrea Canciani nel processo che vede 25 persone imputate per devastazione e saccheggio, hanno completato l'operazione di revisione della storia che è cominciata il giorno dopo le mobilitazioni contro il g8 del 2001 e si sono concluse con la richiesta di 225 anni di carcere. Pensiamo che sia arrivato il momento di prendere di nuovo la parola, di gridare con forza che gli eventi del luglio 2001 appartengono a tutti noi, di mobilitarsi in massa e con intelligenza per fare si che 25 persone non paghino per qualcosa di cui siamo stati protagonisti tutt*, nessuno escluso. Vogliamo rilanciare con forza la mobilitazione di massa del 17 novembre a Genova, e tutte le iniziative tese a riappropriarci della nostra memoria e del senso di quei giorni lontani sei anni ma ancora vivi in quello che hanno rappresentato. Vorremmo che tutti rilanciassero questo appello senza firme, senza identità, senza se e senza ma, perché Genova non è finita, è ancora qui, oggi, e riguarda tutti e tutti se ne devono fare carico, senza esclusioni.

Per cominciare primo appuntamento a Genova: 17 novembre 2007 LA STORIA SIAMO NOI

Supporto Legale

VERITA' PER ALDO

Il carcere? sicuro da morire!

Aldo Bianzino e la sua compagna Roberta il 12 ottobre sono stati arrestai con l'accusa di possedere e coltivare alcune piante di marijuana. Trasferiti il giorno dopo al carcere di Capanne, sono separati. Roberta condotta in cella con altre donne, Aldo, in isolamento. Da quel momento Roberta non vedrà più il suo compagno lasciato in buone condizioni di salute. La mattina seguente, domenica 14 ottobre alle 8,15, la polizia penitenziaria entrata nella cella, trova Aldo agonizzante che poco dopo muore. Immediatamente la ex moglie, la compagna, i figli e gli amici si mobilitano per fare chiarezza su questa ingiusta morte chiedendo verità e giustizia perchè di carcere non si può morire! Di fatto dopo un goffo tentativo di insabbiamento da parte delle autorità carcerarie (le prime indiscrezioni sulle cause della sulla morte si riferivano ad un improbabile infarto) famiglia e amici vengono a sapere che dall'autopsia risulta che Aldo è stato vittima di un vero e proprio pestaggio, il corpo infatti presentava una frattura alle costole, gravi lesioni al fegato, alla milza e al cervello. Aldo Bianzino è morto ormai da più di due settimane.

Il silenzio delle istituzioni e dei rappresentanti della politica, dei cosiddetti garanti della nostra sicurezza sociale è assordante. Indaffarati a sperimentare modelli di governance escludenti, a scagliarsi contro ambulanti, lavavetri, vagabondi, non hanno trovato, non stanno trovando, non trovano il tempo per superare l'alone di impunità, per denunciare chi umilia le persone sotto custodia, infligge sofferenze fisiche e psichiche ai detenuti, uccide. E' tempo per noi di prendere posizione, spazio e voce. Di raccontare. Di mantenere viva la memoria collettiva. Di evitare pericolosi insabbiamenti e difendere le nostre esistenze e le nostre pratiche identitarie da abusi, repressioni e pestaggi, "venduti"come atti di legalità. E' tempo di disinnescare le "paranoie" securitarie e arrestare le aggressioni proibizioniste, disattivare le dinamiche di esclusione e di controllo sui corpi. Di resistere alla criminalizzazione degli stili di vita, alla violenza dell'intolleranza, all'esercizio arbitrario dei poteri di repressione e di controllo, alla manipolazione dell'informazione.

E' tempo di agire, di porre interrogativi a chiunque desideri verità e giustizia per Aldo Bianzino, Giuseppe Ales, Federico Aldrovandi, Alberto Mercuriali. Marcello Lonzi. E' tempo di reclamare la scarcerazione immediata dei 5 ragazzi di Spoleto, vittime di una perversa applicazione del 270bis, strumento di controllo e intimidazione preventiva utilizzato ormai per sedare qualunque forma di dissenso.

E' tempo di costituirci in comitato per la verità su Aldo, di ottenere verità e giustizia sugli omicidi di stato, di abrogare la legge Fini-Giovanardi e reclamare la fine di ogni proibizionismo, di contrastare e opporci ad una società che sempre meno tollera qualsiasi espressione fuori dalla norma, di farci carico delle sorti dei processi per il g8 di Genova rispondendo ai pruriti vendicativi del potere con una manifestazione nazionale che contrasti e interrompa la costruzione di processi di oblio e rimozione collettiva.

SABATO 10 Novembre Perugia, Piazza Bove ore 15 

Un appuntamento nazionale contro tutte le intolleranze Perchè un paese intollerante e' tutto tranne che un paese sicuro! Perchè per una pianta d'erba in cella non si deve finire! Perché in carcere non si deve morire! Verità per Aldo! 

per info e adesioni:

http://veritaperaldo.noblogs.org

 

 

 

Se parli di me, ne parli davanti a me!

Mercoledi' 7 novembre al tribunale di Roma c'e' la prossima udienza del processo agli arrestati del 9 giugno: al termine del corteo No bush la polizia ha pensato bene di approfittare dei vicoli che portano a Piazza Navona per caricare e "bersi" una decina di persone.

Vi faremo sapere come procede il processo, intanto sono gradite iniziative dal basso per raccogliere i vaini (luridi soldi..) per l'avvocato!! 

liberi tutti!!!