12 Maggio, 2008 19:41
Verona 17 maggio, manifestazione. Nicola è ognuno di noi.
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Dal Blog della manifestazione:
alle cittadine e ai cittadini veronesi
alle ragazze e ai ragazzi,studentesse e studenti, i primi ad essere coinvolti in questa tragedia,
alle migranti e ai migranti, i nuovi cittadini, che conoscono bene parole come intolleranza e razzismo,
alle tante realtà formali ed informali che da tutta italia hanno espresso indignazione e solidarietà
Sabato 17 Maggio 2008
MANIFESTAZIONE
concentramento Stazione Verona Porta Nuova ore 14.00
partenza corteo dalla Stazione Verona Porta Nuova ore 15.00
Nicola è ognuno di noi
Per sconfiggere insieme la paura.
Scendiamo in piazza per svegliare una città che troppe volte ha girato la testa. Non deve farlo questa volta.
Non deve farlo mai più.
Mobilitiamoci e riprendiamo la parola prima che l'ipocrisia riscriva anche questa storia.
Per una Verona libera dalla paura e dall'odio,
per una Verona libera da vecchi e nuovi fascismi,
per una città libera dall'intolleranza, dal razzismo, dall'ignoranza.
Perché esiste una Verona coraggiosa, aperta, indignata.
Perché guardarsi all'interno, riconoscere il male profondo del nostro tempo e della nostra città è crescere.
Liberi.
Costruiamo assieme un corteo che attraversi e viva la città
in una giornata aperta alle iniziative e ai contributi positivi di tutte e tutti.
Nel 2008 a Verona si muore ancora di fascismo.
Al posto di Nicola poteva esserci ognuno di noi.
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Assemblea cittadina promotrice della manifestazione
per adesioni: adesioni17maggio@gmail.com
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Vorremmo che il corteo venisse aperto dalle ragazze e dai ragazzi della città, dagli abitanti della Valpolicella e da tutti quelli che a Nicola erano vicini, loro i volti loro le voci a pretendere che mai più si ripeta
Vorremmo che seguissero i migranti, di Verona e non solo, con loro dobbiamo costruire una città diversa
Vogliamo che sia un corteo assolutamente pacifico e determinato da un'unica modalità ed un unico obbiettivo comune: parlare e comunicare alla e con la città per non dimenticare un ragazzo ucciso dall'odio e dall'ignoranza.
Invitiamo tutte e tutti a costruire insieme la giornata, a partire
dall'assemblea cittadina
che si terrà a verona
martedì 13 maggio alle 20.30,
in sala Lucchi (accanto allo Stadio).
E' la città ad essere protagonista della giornata del 17 maggio,
con il supporto e il contributo delle realtà antirazziste e antifasciste,
perché solo la città può cambiare se stessa
Assemblea cittadina promotrice
10 Marzo, 2008 14:21
L' 8 CENTO ANNI
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noi che siam pigre ci aggiorniamo in ritardo. la ricorrenza della festa della donna è stata occasione per riempire le piazze e far sentire la voce incazzata di moltissime donne. in italia in questi giorni sono state moltissime le realtà che portano avanti con forza una serie di iniziative e denunce volte a riappropriarsi della propria libertà di scelta, della propria autonomia e autodeterminazione, della propria qualità della vita e dei propri desideri. così purtroppo come continuano a essere molte ogni giorni le occasioni di violenza e soprusi che le donne si trovano a dover affrontare, nelle case e nei posti di lavoro, nelle strade e all'aria aperta, nei linguaggi e nelle norme scontate del sessismo permeato nella nostra quotidianeità.
facciamoci una bella passeggiata in giro, così per condividere anche su questo blog tutta la forza che si espressa in questi giorni. Buon Viaggio
io ieri ero a Berlino dove il frauen/lesben/transblock (spezzone delle donne/lesbiche/transgender) ha partecipato alla manifestazione per la libertà di Andrea, militante antifascista, condannata al carcere per aver partecipato "troppe volte" a azioni antifasciste, contro ogni forma di oppressione e sfruttamento delle donne. La manifestazione è stata bella e partecipata scandita dallo slogan kein gott kein Staat kein Patriarchat (nessun Dio nessuno Stato nessun Patriarcato). io personalmente ho lanciato almeno un volta in aria Guai guai guai a chi ci tocca, ci difenderemo con la Lotta, e vi ho pensato tanto...
In Italia le iniziative erano accomunate dallo striscione Tra la festa il rito e il silenzio...scegliamo la lotta . I media puntualissimi hanno tralasciato di raccontare… Normale Amministrazione.
A Roma erano in quattro mila. La manifestazione è stata indetta il 7 marzo in contrasto con il corteo nazionale chiamato dalla triplice sindacale per l’8 marzo. Sul sito delle ribellule si trova il comunicato ufficiale che ne spiega i motivi.
Per non dimenticare che la casa è di chi l’abita e un vile è chi lo ignora, Action-a torna ad Occupare! In un gruppo molto eterogeneo ma tutto al femminile un gruppo di donne si riappropria dell’ennesimo spazio lasciato vuoto da chi ha interesse solo a speculare sull’edilizia senza preoccuparsi dell’effettivo problema abitativo che dilaga nella Bella Italia. Copio qui di seguito il comunicato.
Roma, 8 marzo 2008
Tra la festa, il rito e il silenzio
abbiamo scelto la lotta
Siamo nate a Roma, in Campania, in Calabria, in Etiopia, in Marocco, in Egitto ma per noi questo conta molto poco, siamo semplicemente cittadine del mondo.
Non abbiamo una casa dove abitare, perché non possiamo permetterci un affitto di 1000 euro al mese, perché ce ne siamo andate da casa di nostro marito sognando un futuro diverso e senza violenza per noi ed i nostri figli, perché ci hanno mandato via dalla casa famiglia dopo sei mesi, perché delle donne sole non hanno diritto ad una casa popolare.
Siamo studentesse, lavoratrici a progetto, operatrici sociali, insegnanti, cameriere, badanti, artiste, ma avere uno stipendio tutti i mesi è sempre più difficile. La precarietà, condizione quotidiana per migliaia di persone, per una donna sembra un tunnel senza fine.
Soffriamo di una politica ipocrita che tenta di risolvere il problema della violenza sulle donne solo in termini di sicurezza espellendo immigrati ed istituendo inutili autobus rosa, quando la dolorosa realtà è che il 67% della violenza sulle donne avviene tra le mura domestiche ed in maniera socialmente trasversale.
Il nostro paese è uno “stato fondamentalista occidentale” governato da partiti di natura clericale, in cui è impossibile aspirare ad una libera scelta delle persone nelle proprie differenze di genere.
Non accettiamo che nessuno scelga e decida sui nostri corpi, difenderemo sempre la nostra libertà di scelta e la legge 194, ripetutamente e pesantemente attaccata da ignobili e vergognosi personaggi della politica e della cultura spesso al servizio della Chiesa.
Per questo abbiamo occupato questo stabile vuoto da anni per dar vita a:
- una casa abitata e gestita da donne, aperta a tutti
- una casa da cui lanciare il nostro diritto all’abitare, che non è solo casa, ma anche reddito, uno sviluppo urbanistico più sensibile alle esigenze delle donne e dei bambini, la salvaguardia dei beni comuni e lo sviluppo di energie alternative
- una casa dove la violenza non ha le chiavi di casa
- una casa dove razzismo ed egoismo sociale non hanno cittadinanza
- una casa dove i nostri figli possano giocare e imparare ad essere cittadini consapevoli e solidali
- una casa dove costruire un’altra idea di famiglia, basata su rapporti veri e reali, qualsiasi essi siano
- una casa dove aprire uno sportello per le centinaia di donne che si trovano nella nostra situazione e che vogliono organizzarsi per riconquistare i loro diritti e condividere percorsi e pratiche di resistenza
L’unica sicurezza possibile sono le donne che si organizzano
Action-A
Donne in Action
Fermiamoci a Roma e passiamo dalla Sapienza dove le studentesse della rete per l'autoformazione e del coordinamento dei collettivi hanno contestato lo svolgimento dell'iniziativa dal titolo “8 marzo: pensare donna” promossa da Azione Universitaria. Un altro bel per rinfrescarsi le idee sulla situazione in cui riversa l’università.
Le donne dei collettivi contestano un convegno di Azione Universitaria nella facoltà di Giurisprudenza
La mattina del 7 marzo nella facoltà di Giurisprudenza le donne del “Coordinamento dei Collettivi” e della “Rete per l’Autoformazione” hanno contestato l’iniziativa organizzata da “Azione Universitaria”, giovanile del partito di “Alleanza Nazionale”, dal titolo: 8 marzo. Pensiamo donna.
Oltre il convegno era presente uno sportello di consulenza psicologica e ginecologica, tenuto da esperti che pongono l’aborto sullo stesso piano di un omicidio, in un clima da caccia alle streghe, dove la polizia fa irruzione negli ospedali sottoponendo donne, che hanno appena effettuato un’interruzione volontaria di gravidanza, ad interrogatori pressanti. Come se una donna, che ha affrontato un aborto, non fosse già abbastanza provata fisicamente e psicologicamente.
Ad aggravare la situazione è il fatto che un convegno di partito possa rientrare fra le iniziative sponsorizzate dalla “Sapienza”, all’interno dei progetti culturali studenteschi.
Rifiutiamo che un partito come Alleanza Nazionale, promotore di politiche familiste, securitarie, omofobe e razziste possa strumentalizzare il corpo della donna in piena campagna elettorale, relegando la sua libertà al ruolo obbligatorio di moglie e madre.
Nessuna politica securitaria può essere fatta in nome delle donne.
Non accettiamo che il nostro ateneo prenda parte al mercato che si è aperto sul corpo delle donne.
Vogliamo un consultorio all’interno della città universitaria, gestito da donne, senza la presenza degli obiettori di coscienza e del “Movimento per la vita”.
Come donne dei collettivi rifiutiamo ogni delega, per questo contesteremo anche l’iniziativa della Cgil, l’8 marzo.
Oggi, 7 marzo, scenderemo in piazza alle ore 18.30 con un corteo di donne e lesbiche che a partire da piazza Navona fino a piazza Santa Maria in Trastevere farà sentire la sua voce contro la violenza maschile sulle donne.
LIBERE DI AGIRE E CAPACI DI REAGIRE
Coordinamento dei Collettivi-Sapienza
Rete per l’Autoformazione
Collettivo LBGTQ “Sui Generis”
Collettivo femminista “La Mela di Eva”
Spostiamoci un po’ più a nord e arriviamo a Bologna. Le donne di Bologna se ne sono andate in giro con dei Ballon attaccati al corpo, degli enormi fumettoni in cui era possibile scrivere il proprio messaggio preferito. Nel mitico e aggiornatissimo Femminismo a Sud si trova un’altra bella panoramica e le foto delle nuvolette.
Rimaniamo un altro po’ da queste parti, perché si è deciso di boicottare le decisioni di altri sulle nostre scelte e i nostri corpi. Ecco che una cinquantina di donne e uomini hanno denunciato pubblicamente una delle tante farmacie (questa è a Bologna) che si rifiutano di dare la pillola del giorno dopo, appellandosi al diritto di esercitare l’obiezione di coscienza.
Sempre per Bologna fatti un giro su la Rete delle Donne di Bologna
Per proseguire, coordinare, avere informazioni, materiali, link utili per la campagna OBIETTIAMO GLI OBIETTORI è stata aperta una casella di posta no_obiettori@autistiche.org
A Milano si gioca! Si gioca al gioco dell’oca incazzata. Nel bel mezzo del mercato di viale Papiniano è stato allestito un enorme gioco dell’oca in cui si riproponeva ironicamente il circolo vizioso degli ostacoli che una donna incontra nel corso della sua vita quotidiana e non. Più tardi il il gruppetto di 300 persone si è spostato all’Esselunga per ricordare l’ennesimo episodio di violenza questa volta toccato a Giovanna, lavoratrice presso la catena. PER OGNI CASSIERA PICCHIATA E OFFESA, SIAMO TUTTE PARTE LESA! Puoi vedere le foto
Anche a Torino non è mancat@ nessun@. Per una panoramica dei viali torinesi un altro link http://mujeres_libres.blog.tiscali.it//
Ma non è finita. Le piazze erano tante Pisa Firenze Napoli Taranto Palermo Genova Bari Chioggia….oddio mi manca il fiato. Qui una panoramica generale
e naturalmente su Flat
ciao e ai prossimi SOMMOSSAMENTI
14 Gennaio, 2008 03:06
Essendo ormai romana, mi son fatta un pezzo dell'assemblea nazionale per organizzare il corteo No Vat 2008.
2 anni di percorso insieme si fanno sentire, clima positivo e metodo del consenso la fanno da padrone, ma la discussione e' sempre bella piena di concetti, sfumature, differenze e divergenze. E contenuti da vendere: basta al Vaticano, ma anche al modello di crescita liberista, verso l'autodeterminazione dei soggetti e dei corpi!
Tutt* in piazza il 9 febbraio!!!
22 Dicembre, 2007 20:12
buone hack-anze a tutt*
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Se in questa transizione 2007/2008 vi capita di girellare per l’europa ci sono tante cosine interessanti che uno potrebbe sbirciare e godere.
Ve ne segnalo alcune tra Parigi e Berlin.
A Parigi si apre la prima edizione di IdentiT, festivals de films trans de Paris, Un festival di cinema sull’identità e la cultura trans,11 12 13 gennaio. Vi giro direttamente la notizia dalla lista di coordinamento queer-Invertiti. Potete trovare qui tutte le informazioni
http://www.festivalidentit.org/.
Già che ci sono mi fa piacere mettere nei link del blog anche transgender radio di berlino,
che trasmette ogni prima e terza domenica del mese alle 13.oo.
http://www.transgenderradio.de/
il sito è in tedesco, ma se uno esplora un po’ arriva anche in inglese...
la trasmissione si sente claro anche in streaming.
Prossima volta li vo a trovare.
Fine dicembre dal 27 al 30, 24esimo chaos communication congress, Berlin, un raduno di hackers nerds e utopici
http://events.ccc.de/congress/2007/Welcome!
Sempre a Berlin e sempre in radio 1-9 gennaio “liberation radio week”, giorni di incontro e discussione tra radio libere di tutto il mondo.
Qui trovate alcune info,
http://xlterrestrials.org/plog/index.php/uncategorized/mikro-fm-berlin-and-liberation-radio-week-
altre qui
Per il resto, io sto a berlin, fa meno sette, e provo a stare a galla.
e visto che son da queste parti, ci farò un salto e vi faccio un reportino.
ciao
13 Dicembre, 2007 19:48
tutt* a Vicenz
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12 Dicembre, 2007 14:47
waiting for NOVAT 2008
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A seguire la bozza della piattaforma NOVAT 2008 che si terrà a Roma il 9 febbraio 2008 e che verrà perfezionata durante l'assemblea nazionale di Facciamo Breccia che si terrá a Roma il 13 gennaio.
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Nel corso del 2007 i movimenti di liberazione delle donne, delle lesbiche, di gay e trans hanno costruito grandi mobilitazioni di piazza – Pride e manifestazione Contro la violenza maschile sulle donne – in cui sono emerse con forza la volontà di autodeterminarsi, la denuncia delle mistificazioni familiste e dell'invadenza vaticana nella sfera pubblica.
Alla violenza di genere come strumento di controllo sociale su donne, lesbiche, gay e trans dentro e fuori la sfera domestica, corrisponde l'abbattimento dello stato sociale e l'uso della famiglia come ammortizzatore. L'alleanza fra politica istituzionale e Vaticano, consente, infatti, la progressiva sostituzione del welfare con ideologici modelli familisti e con politiche securitarie che negano i diritti di cittadinanza e legittimano campagne persecutorie e razziste. Le gerarchie vaticane e le istituzioni neoliberiste trovano un fertile territorio di alleanza nel processo di revisionismo storico e nello sdoganamenti di fascismi vecchi e nuovi. Una costruzione normativa spacciata per naturale, che riattiva sui soggetti non conformi vecchie forme di violenza ed oppressione.
Autodeterminazione, laicità, antifascismo sono le nostre pratiche di r/esistenza e di liberazione.
06 Novembre, 2007 14:48
Genova 2001, la storia siamo noi!
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LA STORIA SIAMO NOI
Un appello alla mobilitazione di tutti per il 17 novembre
"La storia siamo noi" non è uno slogan. E' un approccio preciso: da un lato la storia sociale, dall'altro la storia del potere. Chi lo ha cantato in questi anni lo ha fatto con l'istinto di chi sa di aver vissuto un pezzo importante della storia, ufficiosa o ufficiale che sia. E lo ha fatto pensando a Genova 2001. Con ogni mezzo necessario. Dal 21 luglio 2001 in poi la giustizia e la politica hanno cominciato la revisione della storia che ognuno di noi ha vissuto sulla nostra pelle: coloro che si sono ribellati a una certa visione del mondo sono diventati terroristi; coloro che hanno seminato il panico nelle strade di Genova sono diventati i paladini dell'ordine e della giustizia. Per sei lunghi anni tutto questo è serpeggiato nelle aule di tribunale, mentre la nostra voce collettiva si affievoliva, con un processo di rimozione collettiva che ha fatto sì che in molti dimenticassero che Genova non è stata solo il terrore in divisa, ma anche e soprattutto la forza e l'energia di centinaia di migliaia di persone che almeno per pochi giorni hanno pensato che il mondo potesse essere diverso da come ce lo hanno sempre raccontato e rappresentato. Per sei lunghi anni il teatrino delle corti penali si è sostituito alla presa di parola delle persone vive, nella convinzione che verità giuridica e realtà storica in qualche modo convergessero, nella speranza che in qualche modo tutto si sistemasse e non fossero in pochi a pagare la stizzosa vendetta del potere. Le requisitorie dei pm Anna Canepa e Andrea Canciani nel processo che vede 25 persone imputate per devastazione e saccheggio, hanno completato l'operazione di revisione della storia che è cominciata il giorno dopo le mobilitazioni contro il g8 del 2001 e si sono concluse con la richiesta di 225 anni di carcere. Pensiamo che sia arrivato il momento di prendere di nuovo la parola, di gridare con forza che gli eventi del luglio 2001 appartengono a tutti noi, di mobilitarsi in massa e con intelligenza per fare si che 25 persone non paghino per qualcosa di cui siamo stati protagonisti tutt*, nessuno escluso. Vogliamo rilanciare con forza la mobilitazione di massa del 17 novembre a Genova, e tutte le iniziative tese a riappropriarci della nostra memoria e del senso di quei giorni lontani sei anni ma ancora vivi in quello che hanno rappresentato. Vorremmo che tutti rilanciassero questo appello senza firme, senza identità, senza se e senza ma, perché Genova non è finita, è ancora qui, oggi, e riguarda tutti e tutti se ne devono fare carico, senza esclusioni.
Per cominciare primo appuntamento a Genova: 17 novembre 2007 LA STORIA SIAMO NOI
Supporto Legale
06 Novembre, 2007 14:39
Verita' per Aldo Bianzino!
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VERITA' PER ALDO
Il carcere? sicuro da morire!
Aldo Bianzino e la sua compagna Roberta il 12 ottobre sono stati arrestai con l'accusa di possedere e coltivare alcune piante di marijuana. Trasferiti il giorno dopo al carcere di Capanne, sono separati. Roberta condotta in cella con altre donne, Aldo, in isolamento. Da quel momento Roberta non vedrà più il suo compagno lasciato in buone condizioni di salute. La mattina seguente, domenica 14 ottobre alle 8,15, la polizia penitenziaria entrata nella cella, trova Aldo agonizzante che poco dopo muore. Immediatamente la ex moglie, la compagna, i figli e gli amici si mobilitano per fare chiarezza su questa ingiusta morte chiedendo verità e giustizia perchè di carcere non si può morire! Di fatto dopo un goffo tentativo di insabbiamento da parte delle autorità carcerarie (le prime indiscrezioni sulle cause della sulla morte si riferivano ad un improbabile infarto) famiglia e amici vengono a sapere che dall'autopsia risulta che Aldo è stato vittima di un vero e proprio pestaggio, il corpo infatti presentava una frattura alle costole, gravi lesioni al fegato, alla milza e al cervello. Aldo Bianzino è morto ormai da più di due settimane.
Il silenzio delle istituzioni e dei rappresentanti della politica, dei cosiddetti garanti della nostra sicurezza sociale è assordante. Indaffarati a sperimentare modelli di governance escludenti, a scagliarsi contro ambulanti, lavavetri, vagabondi, non hanno trovato, non stanno trovando, non trovano il tempo per superare l'alone di impunità, per denunciare chi umilia le persone sotto custodia, infligge sofferenze fisiche e psichiche ai detenuti, uccide. E' tempo per noi di prendere posizione, spazio e voce. Di raccontare. Di mantenere viva la memoria collettiva. Di evitare pericolosi insabbiamenti e difendere le nostre esistenze e le nostre pratiche identitarie da abusi, repressioni e pestaggi, "venduti"come atti di legalità. E' tempo di disinnescare le "paranoie" securitarie e arrestare le aggressioni proibizioniste, disattivare le dinamiche di esclusione e di controllo sui corpi. Di resistere alla criminalizzazione degli stili di vita, alla violenza dell'intolleranza, all'esercizio arbitrario dei poteri di repressione e di controllo, alla manipolazione dell'informazione.
E' tempo di agire, di porre interrogativi a chiunque desideri verità e giustizia per Aldo Bianzino, Giuseppe Ales, Federico Aldrovandi, Alberto Mercuriali. Marcello Lonzi. E' tempo di reclamare la scarcerazione immediata dei 5 ragazzi di Spoleto, vittime di una perversa applicazione del 270bis, strumento di controllo e intimidazione preventiva utilizzato ormai per sedare qualunque forma di dissenso.
E' tempo di costituirci in comitato per la verità su Aldo, di ottenere verità e giustizia sugli omicidi di stato, di abrogare la legge Fini-Giovanardi e reclamare la fine di ogni proibizionismo, di contrastare e opporci ad una società che sempre meno tollera qualsiasi espressione fuori dalla norma, di farci carico delle sorti dei processi per il g8 di Genova rispondendo ai pruriti vendicativi del potere con una manifestazione nazionale che contrasti e interrompa la costruzione di processi di oblio e rimozione collettiva.
SABATO 10 Novembre Perugia, Piazza Bove ore 15
Un appuntamento nazionale contro tutte le intolleranze Perchè un paese intollerante e' tutto tranne che un paese sicuro! Perchè per una pianta d'erba in cella non si deve finire! Perché in carcere non si deve morire! Verità per Aldo!
per info e adesioni:
http://veritaperaldo.noblogs.org
24 Ottobre, 2007 19:12
genova 2001, per non dimenticare
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225 anni...
la richiesta di condanna dei pm della procura di genova contro i 25 manifestanti imputati per devastazione e saccheggio al g8 di genova 2001.
leggi l´articolo: http://www.carmillaonline.com/archives/2007/06/002282.html
03 Ottobre, 2007 13:37
la TorinoRibelle
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da torino diverse notizie:
l' ASILO OCCUPATO di via alessandria, zona mercato di porta palazzo, dove alcune di noi l'anno scorso hanno trascorso un godurioso capodanno, è sotto sgombero. una associazione italo-rumena ha chiesto uno spazio per le sue attività e il comune le ha assegnato proprio l'asilo. per info su aggiornamenti e iniziative : tutto.squat.net






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